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Il semaforo

L’arco.
Lungo le mura di Pisa, dietro Piazza Santa Caterina, vi è un arco. Probabilmente si trattava di una antica porta, dubito che fosse un accesso importante.
Al giorno d’oggi si tratta di un pertugio nelle mura verso le quale indirizzare il traffico cittadino per fare uscire le auto dal, benestante, “centro storico”.

Il semaforo.
Di fronte al buco nelle mura vi è un semaforo che non dirige alcun incrocio. Si limita ad evitare che le auto sostino, in coda.
Non è un semaforo di quelli che creano disturbo alla quiete pubblica, quelli che ti fanno rimproverare dal capo, ingiuriare dalla maestra o fare una terribile figura con la ragazza. E’ un semaforo decisamente mite, di fronte al quale mi fermo volentieri.

L’ignorante.
Capita, matematicamente, che, fermo ad attendere il verde il pilota della macchina dietro decida di superare sgommando e bruci il semaforo per fermarsi esattamente 50 metri davanti alla mia Panda, ad attendere di proseguire, in coda, a passo d’uomo.
Ovviamente viene voglia di andargli dietro, affiancarlo, e fargli notare, in modo più o meno gentile a seconda dell’umore, quando privo di significato e stupido sia il suo gesto.

La Panda.
Tuttavia, ogni volta, il semaforo mi ricorda che, è facile, al fine di dimostrare l’errore nel comportamento altrui, finire per commetterlo a nostra volta.
E la piccola panda rumoreggia, indispettita, attendendo che il semaforo cambi colore.

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Don Chisciotte

donchisciotte

Su richiesta di Valeria ho ridimensionato l’immagine per adattarsi ad uno schermo. Nella, modesta, speranza che qualche altro amante di Guccini li voglia usare :

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AnnoZero

Come annuncia Michele Santoro dalla pagine del sito di AnnoZero, la RAI si ostina a non trasmettere le pubblicità realizzate per sponsorizzare la nuova stagione del programma.

I video degli spot spopolano, invece, su internet. Ne faccio eco qui, registrando la preoccupante situazione di sudditanza politica in cui versano oramai da tempo le reti pubbliche italiane.

L’appuntamento con AnnoZero è per Giovedì 24 settembre alle 21.00 .

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Miriam Makeba

Pata pata

Se esiste un’artista che ha dato tutto per la lotta alla discriminazione razziale e per la piena democrazia nel suo paese questa è proprio Miriam Makeba, grande cantante sudafricana che per decenni ha inondato il mondo dei suoi canti di gioia e dolore, ispirati dalla condizione della popolazione nera in Sudafrica.
Continua a leggere la biografia.

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Civil war in Berlusconi Government after Il Giornale attack on Fini

Testo in lingua originale qui:  timesonline.co.uk .

Guerra civile nel governo Berlusconi dopo l’attacco de Il Giornale a Fini

di Richard Owen

The Times - Civil war in Berlusconi Government after Il Giornale attack on Fini

The Times - Civil war in Berlusconi Government after Il Giornale attack on Fini

E’ scoppiata la guerra civile nei ranghi del governo italiano dopo che il giornale portavoce di Silvio Berlusconi ha attaccato il suo principale alleato politico, chiamandolo ridicolo e strumento della sinistra.

Il campo di battaglia è nuovamente la prima pagina de Il Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi. Il suo nuovo editore ha condotto una diatriba contro Gianfranco Fini, il Presidente della Camera. I sostenitori di Fini si sono infuriati, mentre l’opposizione e i commentatori predicevano “l’inizio della fine” del regno del Primo Ministro.

Nell’articolo, il “Camerata Fini” è accusato di non supportare il Primo Ministro durante le continue accuse di scandalo sessuale, e di schierarsi, invece, con la sinistra su temi che vanno dall’immigrazione ai diritti degli omosessuali all’eutanasia. “Sei stato usato dalla sinistra”, tuona Vittorio Feltri, rivolgendosi direttamente a Fini. “Torna alla destra, altrimenti rischi di diventare ancora più ridicolo di quanto sei apparso in tempi recenti”.

Fini, 57 anni, è l’ultimo leader di Alleanza Nazionale, il partito “post-fascista” che si è unito con Forza Italia di Berlusconi per formare il Popolo della Libertà (PdL) attualmente al governo. E’ visto come potenziale successore del Primo Ministro, che compirà 73 anni alla fine del mese.

Berlusconi ha subito cercato di appianare le cose dichiarando che “tutto va bene con Fini — non ci sono tensioni”. Ha sostenuto di non essere a conoscenza dell’attacco e si è dissociato.

Continued…

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Ipse dixit

“Ci attaccano con una mandria di tori, ma qui c’è un torero che non ha paura di nessuno”.
Silvio Berlusconi, 08 Settembre 2009

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La corrida

corridaCi hanno semplicemente fregato. Hanno imbottito la stessa aria che respiriamo di slogan vuoti e penetranti con le più sibilline tattiche da guerriglia mediatica, facendoci spendere energie e pensieri dietro ad obbiettivi falsi.

E noi, come un toro imbufalito abbiamo corso e ci siamo stancati. Abbiamo lasciato che ci infilzassero coi migliori fendenti senza accorgerci di ciò che stava accadendo.

Hanno indorato i loro messaggi, nascondendone l’assenza di significato, con paillettes colorate, esibizioni di corpi perfetti e irreali, ritmi senza metro e ridondanti. Ci hanno nascosto il pericolo agitando le loro vane promesse e rabbonendoci. Ci hanno tolto e concesso, hanno dato e hanno ripreso. Nulla è mai cambiato realmente a parte la nostra stanchezza.
Oh, sono stati astuti! Toreri preparati, hanno ben nascosto lo stiletto affilato e hanno aspettato.

Hanno atteso fino a che non fossimo stati certi del falso e pronti ad immolarci per negare il vero; e poi, hanno atteso ancora, fino a che non siamo divenuti incapaci di scegliere da soli, senza un suggeritore nella buca ad imboccarci le parole riempiendo di consensi le nostre bocche atrofizzate.

Allora hanno colpito e colpito ancora, con forza devastante nel loro momento di gloria: ci hanno fatto sentire soli.

Hanno convinto ognuno di noi a nascondere le idee mostrando soltanto la forma priva dell’originale sostanza. Hanno massificato i sentimenti, globalizzato la paura, promosso l’egoismo e immolato la fiducia fino a che non ci siamo sentiti terribilmente ed irrimediabilmente soli.
In un mondo che pensa e agisce in un unico modo come puoi davvero riconoscerti in un tuo vicino? L’uguale esiste quando esiste il diverso. Se elimini uno l’altro svanisce.

E allora siamo rimasti li, soli, come quei poveri tori sfiniti dalle ferite. Torturati e violentati senza la possibilità di accorgersi che, una volta entrati nell’arena, era inevitabile finire con la lingua sulla polvere amara.

E attendiamo, senza nemmeno che più ci importi, che un giudice o il pubblico da casa o chissà chi, non importa più, decida per noi se vivere o morire.

Tuttavia spetta solo a noi, con la lingua intrisa di polvere, noi con il fiato corto e il sangue secco sulla pelle. Siamo noi che dobbiamo alzare lo sguardo. E se non vedremo più il matador assassino, se non sentiremo più le urla della folla riusciremo di certo a posarlo su un paio di occhi identici ai nostri, sofferenti e vicini alla polvere, vivi.

Perchè a dispetto di tutto ciò che sembra, voglio ancora credere che non sono, non siamo, ancora, soli.

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Bricolage

Adesso denuncia anche me

Adesso denuncia anche me

Una bella locandina stampabile con la vignetta di Staino diretta al Presidente!

Fate un pò di bricolage in giro e divertitevi!

Scarica il PDF cliccando qui.

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The chasm between Berlusconi and reality

Times - The chasm between Berlusconi and reality

Times - The chasm between Berlusconi and reality

Ho deciso di mettere un pò delle mie abilità informatiche e linguistiche ad uso di tutti. Di seguito trovate la prima traduzione, di un articolo del times, in cui intendo cimentarmi nei momenti di tempo libero.
Questa traduzione è stata inviata anche a italiadallestero.info, un sito che raccoglie traduzioni di articoli in lingua straniera riguardanti l’italia, se tutto va bene la troverete presto anche là.

Testo in lingua originale qui:  timesonline.co.uk .

L’abisso tra Berlusconi e la realtà

Un minuto prima è un comico, quello dopo un megalomene. Ma questo non aiuta l’economia malata italiana.

di

Questa volta Silvio Berlusconi sembra aver osato troppo; la scorsa settimana ha sguinzagliato i suoi pitbull di corte nel tentativo di imbavagliare gli ultimi media dell’opposizione. Ma l’offensiva autunnale ha avuto una brutta partenza dal momento che sembra che i mastini e il loro padrone abbiano dato un morso più grande di quanto possano masticare. La Chiesa Cattolica Romana e una coalizione di giornali italiani e stranieri sono troppo anche per il presuntuoso ego del Signor Berlusconi.

Ora abbiamo un quadro delle debolezze personali e politiche del primo ministro italiano. L’attacco è iniziato quando il ministro delle comunicazioni ha cercato di cambiare alcuni dei vertici dell’emittente pubblica RAI. Pare che tutti lavorassero per programmi che sono critici nei confronti di Berlusconi.

Questo succedeva un mese dopo l’episodio in cui il primo ministro aveva attaccato un giornalista RAI, dicendo come fosse “intollerabile che un emittente di servizio pubblico, pagata dai contribuenti, possa criticare il governo”. Detto a denti stretti e mascella serrata. La rabbia reale e visibile tradita dalla mancanza di autocontrollo.

La seconda salva è arrivata quando Niccolò Ghedini, avvocato e primo pitbull di Berlusconi, ha detto che avrebbero fatto causa a La Repubblica per diffamazione. Il giornale ha fatto una lista di dieci domande per Berlusconi fin da Giugno. Il Signor Ghedini obietta che fare quelle domande è diffamatorio e chiede milioni di euro di danni. Ha anche affermato che faranno causa a giornali stranieri. Questo ha portato ad una doccia di critiche da ogni quartiere. All’estero le reazioni hanno spaziato dalle risate all’indignazione; non dovrebbe essere il compito dei giornali fare domande?

Continued…

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Cammelli

cammello

Tutti noi conosciamo il ministro Calderoli, esponente di spicco del partito della Lega Nord.
Già noto per esternazioni quantomeno folkloristiche a proposito della sua opinione riguardo le persone che vivono più a sud di Bolzano e si ostinano a voler importare in italia religioni  e tradizioni diverse.

Ricordiamo fra tutte il maiale-day:

«Metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea».

Giornata durante la quale si voleva portare a passeggiare uno o più maiali sui terreni destinati alla costruzione di moschee.

Bene, la stessa persona, in una intervista pubblicata ieri sul Corriere della Sera l’onorevole dichiara, a proposito della visita a Roma del capo di stato libico Muammar Gheddafi:

«[...] Però, devo ammettere che la vicenda della tenda a me è piaciuta: non posso che rimanere colpito da una persona che arriva e impone il rispetto delle sue origini e delle sue tradizio­ni » .

Tra l’altro a casa del ministro dalle mille e una idea stanno per arrivare i due cammelli che il colonello Gheddafi ha promesso in dono a Berlusconi durante gli assidui incontri.

Verranno ospitati nel giardino di Calderoli insieme ad un lupo, un’ orsa ed alcuni cani. Che non si dica, quindi, che la lega non è per l’integrazione!

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